ILSOLE24ORE.COM > Notizie Economia e Lavoro ARCHIVIO

Obama: collasso Gm e Chrysler
sarebbe stata una catastrofe

Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
1 giugno 2009

«Un eventuale crollo di General Motors e di Chrysler sarebbe stato devastante». Così Barack Obama ha iniziato l'atteso intervento a seguito delle richiesta di amministrazione controllata da parte di Gm. Il presidente americano ha detto che il governo degli Stati Uniti sarà «un azionista riluttante» del gruppo di Detroit. E ha ripetuto che Washington «non ha interesse a gestire» la società. Di più: Obama ha sottolineato come General Motors uscirà presto dalla bancarotta. Le parti coinvolte- ha aggiunto- hanno dato vita ad un piano di ristrutturazione «sostenibile ed attuabile» e che la quota di auto General Motors costruite in Usa è destinata a «crescere per la prima volta in decenni». Obama ha sottolineato «l'importanza che l'industria dell'auto ha per il benessere degli americani». Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che il governo si trova suo malgrado a gestire quote così vaste di aziende private e ha confermato di non avere alcun interesse nella gestione di una compagnia che la stampa di oltreoceano ha già ribattezzato «Government Motors».

Il Chapter 11 di Chrysler
Obama, infine, ha lodato Chrysler per il ricorso al Chapter 11 che è stato «veloce e chirurgico», affermando che «l'accordo con Fiat sarà completo tra pochi giorni». Su questo fronte, peraltro, il giudice federale Arthur J. Gonzalez ha dato il via libera decisivo per la vendita degli asset della Chrysler alla newco della Fiat, che gestirà la casa automobilistica americana. Inizialmente il gruppo torinese avrà il 20% della nuova società ma potrà salire fino al 55 per cento.

Il Chapter 11 di Gm
Tornando a General Motors va rilevato che, dopo essere crollata in avvio di cotrattazioni, ha spiccato il volo in Borsa. Nel giorno in cui la casa automobilistica di Detroit ha ufficializzato il ricorso all'amministrazione controllata" il titolo a Wall Street è sull'ottovolante: viaggia in rialzo del 18 per cento. Com'è noto le azioni di Gm saranno tolte da Wall Street: il posto nel vecchio Dow Jones sarà preso, dall'8 giugno prossimo, da Cisco Systems.

La richiesta di accedere al "chapter 11" della casa americana, che proprio l'anno scorso ha celebrato i 100 anni di esistenza, costituisce il terzo fallimento più grande nella storia americana e il primo in assoluto nella storia dell'industria manifatturiera Usa. La procedura dovrebbe durare da un minimo di 60 a un massimo di 90 giorni

Una dura ristrutturazione
Un periodo all'interno del quale General Motors chiuderà 14 impianti negli Stati Uniti entro il 2012 nell'ambito del piano di ristrutturazione presentato dopo la richiesta di 'chapter 11'. Gm ha indicato che ridurrà il numero totale degli stabilimenti statunitensi dai 47 attuali a 34 entro il 2010 e a 33 entro il 2012 e che taglierà 21mila posti di lavoro. La lista include sette stabilimenti in Michigan e i restanti tra Ohio, Indiana e Tennessee. Due delle chiusure erano già state annunciate, compresa quella della fabbrica di motori di Massena, nello stato di New York, che è stata chiusa il primo maggio. A fine anno verranno chiusi anche tre centri di distribuzione di componenti situati rispettivamente a Boston (Massachusetts), Jacksonville (Florida) e Columbus (Ohio). Il primo stabilimento sarà chiuso a giugno: si tratta dell'impianto di Gran Rapids che produce soprattutto pick-up e Suv e in cui sono impiegati circa 1.340 persone. Quattro impianti di assemblaggio saranno chiusi invece tra luglio e novembre di quest'anno ma due di questi - quello di Orion, in Michigan e quello di Spring Hill, nel Tennessee - si fermeranno solo temporaneamente in attesa di una ripresa della domanda. Lo stabilimento di Pontiac, sempre nel Michigan, sarà chiuso nel dicembre del 2010 e per quello di Wilmington non c'è ancora una data. Chiuderanno anche le presse di Pontiac, Indianapolis (Indiana) e Mansfield (Ohio). E si fermeranno gli impianti di Livonia, Flint, Willow Run, in Michigan, e quello di Parma, in Ohio.

General Motors europe riceve il prestito ponte
General Motors Europe ha ottenuto l'impegno a un prestito ponte di 1,5 miliardi di euro dal governo tedesco legato al protocollo d'intesa con Magna, e continua così le normali attività. È quanto assicura il gruppo in una nota in cui si precisa che «Gm Europe non è coinvolta nella procedura giudiziale di General Motors negli Stati Uniti (Chapter 11) e che le attività di Gm Europe, oltre ai rapporti con fornitori, clienti e dipendenti, continueranno normalmente».
Il finanziamento ponte da 1,5 miliardi di euro da parte del Governo tedesco consentirà «un periodo di tempo sufficiente per finalizzare l'accordo di partnership. Con questo finanziamento le operazioni europee sono isolate da qualsiasi impatto finanziario legato alla situazione di Gm negli Usa». La soluzione trovata per Opel/Vauxhall prevede che la maggioranza delle attività del costruttore vengano conferite in una società fiduciaria, mentre vanno avanti i negoziati finali con Magna.

  CONTINUA ...»

1 giugno 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 aprile 2010
6 maggio 2010
 
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-